
Da quasi tre anni è rinchiuso in un carcere della Costa D’Avorio.
L’ingegnere fiuggino Maurizio Cocco è stato indagato per diversi crimini.
Le accuse sono cadute eppure non viene liberato.
Sta male. È dimagrito quasi 20 kg. Vive in una prigione con le zecche. In condizioni disumane. Le autorità ivoriane lo hanno indagato prima per narcotraffico poi per riciclaggio. Accuse senza prove e cadute nel vuoto. Poi, invece di essere liberato, è stato imputato di altro reato: frode fiscale.
Su questo ulteriore capo d'accusa il tribunale fa ha sentenziato una condanna di due anni. Se anche fosse colpevole avrebbe già scontato la pena. Infatti avrebbe dovuto essere liberato a giugno scorso ma il giorno della liberazione è arrivata un’altra accusa di riciclaggio.
Ora, la novità: per la sua scarcerazione è stata “concessa” una cauzione di 300 mila euro. Di qui la gara di solidarietà che è scattata nella città di Fiuggi dove si stanno raccogliendo i fondi. Il sindaco di Fiuggi, Alioska Baccarini ribadisce “il massimo impegno dell'amministrazione comunale per giungere alla liberazione del nostro concittadino Maurizio Cocco...
...Abbiamo già sensibilizzato le istituzioni italiane ed Europee, cercando più volte con i vari interlocutori di valutare innanzitutto le precarie condizioni di salute e capire fino a che punto possiamo spingerci per la risoluzione di questa assurda e incomprensibile storia giudiziaria”.
"Abbiamo coinvolto anche il ministero degli Esteri, le ambasciate, il Parlamento italiano… auspicando che le istituzioni nazionali ed europee rispondano con azioni concrete".
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