
Sono quasi ottomila i posti di lavoro persi nell'edilizia negli ultimi sette anni in provincia di Frosinone. e quel che è peggio non ci sono segnali di ripresa. Il dato allarmante arriva Filca Cisl che denuncia: senza l’edilizia non c’è ripresa economica.
Negli ultimi sette anni sono 914 le imprese che hanno chiuso i battenti, parliamo del 40,6% del totale. La crisi si è fatta sentire insomma e il comparto edilizio è quello che ne ha risentito fortemente. Lo si legge anche nel numero degli iscritti alla cassa edile provinciale. Nel 2008 erano 13 691 oggi ne sono rimasti 5941.
Ma il dato peggiore sta nel non superamento della crisi. I dati evidenziano che vi è in corso una trasformazione delle realtà produttive, con un incremento delle piccole unità. La media di addetti per azienda è scesa a 2,3 dipendenti. Questo induce a pensare che vi sia una crescita delle unità artigiane.
La Filca Cisl Lazio Sud, prima organizzazione sindacale della provincia del settore, esprime la convinzione che per
fronteggiare la perdurante crisi economica è necessario partire proprio dalla buona edilizia. In primo luogo dalle opere per la messa in sicurezza del territorio e la prevenzione dei
dissesti idrogeologici.

"Intorno al settore delle costruzioni – dice Francesco Rossi - ruotano almeno altri trenta settori: dal calcestruzzo ai conglomerati bituminosi , dalla plastica al ferro, dal vetro alla ceramica. Crediamo che l’edilizia rappresenti, tuttora, il volano dell’economia e possa ridare slancio ed ossigeno ad una provincia in affanno. Oggi più che mai è importante avviare le opere già cantierabili. Nel contempo è necessario rivedere le regole di aggiudicazione degli appalti, sia pubblici che privati. Occorre eliminare il criterio del massimo ribasso e introdurre il criterio di congruità.
Occorre introdurre la patente a punti per le imprese e creare una white list. Si tratta di evitare che le imprese regolari subiscano la concorrenza delle imprese che evadono qualsiasi versamento contributivo fiscale e previdenziale ed inseriscono nella filiera produttiva le false partite iva."
In questa fase il sindacato è impegnato anche nel rinnovo del contratto collettivo provinciale , scaduto nel luglio scorso. "Siamo preoccupati - continua Rossi - in quanto gli eventuali benefici per gli aumenti in busta paga potrebbero essere erosi dall'incremento delle tassazioni locali e regionali".
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